Un vuoto pieno di tutto
17 Feb 08

CORREGGIO. INTERNO NOTTE

“…cominciamo allora a raccontare la storia di un uomo, di un filosofo, o meglio di uno di quei giganti di cui parlava Guglielmo da Baskerville, il frate francescano protagonista del testo di Umberto Eco ‘Il nome della rosa’. Egli disse (citando Bernardo di Chartres) al suo allievo Adso: ‘Siamo nani, ma nani che stanno sulle spalle dei giganti, e nella nostra pochezza riusciamo talora a vedere più lontano di loro sull’orizzonte.’
La storia di un uomo. ‘Nessuna analisi, per quanto profonda, può avere intensità e pienezza di senso paragonabili a quella di una storia ben raccontata’, diceva Hannah Arendt.”

E’ questo l’inizio scelto da Simona per il suo primo incontro serale intitolato “Socrate e il mestiere di vivere.” Vuole provare a portare per una volta la filosofia fuori dalle aule scolastiche, e accetta la sfida di farlo nel suo piccolo paese: è il posto nel quale ha deciso di vivere, con la sua famiglia, i suoi amici, la sua gente… non potrebbe vivere da nessun’altra parte, eppure sta male nel vedere come spesso vanno le cose, anche in questa parte di mondo. Sente la responsabilità di dover provare a dare il suo piccolo contributo per un cambiamento. Questo non può essere il migliore dei mondi possibili.

“Socrate risponde che chi sa cosa deve fare, lo farà immancabilmente; se non lo fa, è perché non lo sapeva veramente… Fermati e pensa…”

Ha ripetuto la lezione molte volte, ma parlare davanti a gente adulta e conosciuta non è per niente facile. Per fortuna in prima fila ci sono i suoi ex allievi del liceo, ancora legati a lei e venuti nonostante le probabili interrogazioni del giorno seguente.

“Ecco il primo momento di contatto tra pensiero e coerenza di vita nell’intera filosofia occidentale.”

Applausi. Lei ringrazia, spiega il filo conduttore che aveva pensato per questa e le prossime due serate, poi però vede che la gente è ancora attenta, nessuno si alza, e allora continua, e prende a ripetere i concetti principali e a sottolineare l’attualità del pensiero di Socrate, per 2, 3, 4 minuti … “questa non la ferma più nessuno!” penso sorridendo fra me e me… ma sù, non si accorge che è il momento di chiudere, son già le 10 e 40 … lei invece continua, è un fiume in piena, quand’ecco che accade ciò che non mi sarei mai aspettato: una signora interviene, parla di sé e fa una domanda, poi ne subentra un altro, e altri ancora, ognuno con esempi e pensieri personali, ognuno con un proprio linguaggio, tutti visibilmente scossi dall’energia emanata da questa piccola filosofa che non la smette più di parlare, perché tiene troppo alle cose che dice, e le dice così, senza nessun tipo di barriera difensiva, in modo assolutamente emotivo.

http://www.cottica.net/2008/02/17/guest-post-correggio-pescara-un-racconto-sullo-sviluppo-e-i-suoi-fallimenti/#respond
15 Feb 08

A comprare capelli con una sconosciuta
Quando uno - anzi una ti dice “Con quei capelli di plastica non ti posso proprio vedere”, sei portato a pensare tante cose ma non ti aspetti la frase che segue: “Andiamo a comprare dei capelli decenti”.

Fare shopping, francamente, non è tra le mie passioni. Ma ieri sera non c’è stato verso di scapolarla: per una ventina di minuti ho goffamente arrancato dietro una veloce silhouette femminile di una persona che avevo conosciuto meno di un’ora prima e che mi sollecitava a scegliere tra diversi tipi di capigliatura. Non proprio il meglio sul mercato (il negozio “buono” - mi spiegava - era troppo affollato per andarci), ma comunque un paio di posti che mettevano in mostra facce di giovanotti biondi, neri o multicolori che non mi piacevano neppure un po’. Mi sono accontentato, per l’intanto, di una zazzera nera riccioluta (e gratuita!) che prima o poi cercherò di rendere più simile ai miei capelli folti, ma inesorabilmente bianchi.

E’ stato il clou della mia iniziazione a Second Life, dove non avevo mai messo piede e che ora sono stato costretto a esplorare, essendo stato invitato a un dibattito sul futuro del giornalismo organizzato dalla “Accademia non convenzionale della Cultura digitale“, che ha una intensa attività nel regno dei Linden. Ma per non fare casini il giorno fissato (martedì 26 alle 21, con la moderazione di Sergio Maistrello), sono stato affidato a Velas Lunasea, la mia helper. Velas è stata un pazientissimo e simpatico “Virgilio” nell’ultramondo di SL. Forse sarebbe meglio dire una “Beatrice”, ma non sono ancora pronto a paragonare SL con il Paradiso. Dubito che lo farò in futuro, ma per ora essere stato costretto a intingere il piede nel grande oceano degli avatar è comunque una cosa positiva.

Certo, ogni tanto DelfinoAlBurro Romano (il mio avatar) va a sbattere contro un muro, ma sono riuscito a farlo saltare sul bancone di un bar al primo tentativo. Velas mi ha fatto i complimenti, anzi ha detto che lei c’era riuscita solo dopo parecchio tempo. Un po’ come quando una zia si spella le mani per il primo gradino salito dal nipotino. Cortese. Incoraggiante. Una guida nata.

http://mariotedeschini.blog.kataweb.it/giornalismodaltri/2008/02/15/a-comprare-capelli-con-una-sconosciuta/
10 Feb 08

Da sollievo vedere come il Parlamento Europeo, a fronte dell’aggressione ad un diritto universalmente riconosciuto a tutti i cittadini (la risoluzione sul punto richiama l’articolo 19 della dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e l’articolo 10 della convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali), abbia voluto ribadire che
- ” l’accesso ad Internet può rafforzare la democrazia e contribuire allo sviluppo economico e sociale di un paese;

- limitare tale accesso è incompatibile con il diritto alla libertà di espressione”;

- “le restrizioni dovrebbero esistere solo in caso di attività illegali quali l’incitamento all’odio, alla violenza e al razzismo, la propaganda totalitaria e l’accesso dei minori alla pornografia o il loro sfruttamento sessuale”.

Meno male che siamo in Europa viste le proposte di legge che ogni tanto girano da queste parti.

http://mionomeblog.blogspot.com/2008/02/meno-male-che-siamo-in-europa-proposito.html
04 Feb 08
Ti accorgi dell’esistenza della casta, quando a me, per essere assunto 6 mesi in banca, mi hanno chiesto il certificato del casellario giudiziario e il certificato dei carichi pendenti, mentre ad un politico per fare il presidente del consiglio per cinque anni basta la fiducia.
http://tanuccio-diariodibordo.blogspot.com/2008/02/differenze-pratiche.html
03 Feb 08

Social networking? E io me te magno
V.G.

Per chi non lo sapesse, il social networking è un nuovo arrembante fenomeno Internet che sta scaldando le scrivanie di moltissimi marketing manager di tutti i settori economici, compreso un settore a noi molto caro (e in tutti i sensi): quello legato al mercato alimentare, della ristorazione e della gastronomia.

Avviare un’iniziativa di social networking significa dare vita a uno strumento (tipicamente un sito web) che permetta a chiunque di creare e condividere conoscenze su un tema specifico.


Ilmangione.it è un esempio di questo fenomeno. Per carità, non troppo famoso… Migliaia di utenti si scambiano le proprie impressioni sui ristoranti, dando vita a una base informativa di enorme utilità per tutti coloro i quali condividono una passione. Un’enciclopedia della ristorazione scritta dai clienti dei ristoranti.

Altri attori di questo settore hanno avviato siti e sistemi di condivisione e scambio delle informazioni. Attualmente, i blog la fanno da padrone, ma altri portali hanno iniziato a affacciarsi sul mercato (ma non erano uno strumento dell’età preistorica?). I motivi che stanno decretando questa crescita del social networking sono molti, ma fondamentalmente dipendono dalla loro economicità per gli utenti e dal fatto che propone conoscenza formata dal basso e non mediata.

Insomma, oltre ad essere estremamente utile per i fruitori e i gestori sinceri e appassionati, il social networking è diventato un mezzo di marketing estremamente potente, in grado di fare opinione e di smuovere il mercato. Eccome!
Molti stanno salendo sulla carrozza in corsa e capita, quindi, che alcune aziende si presentino in modo a dire poco imbarazzante nei confronti del pubblico, del mercato e della concorrenza.

Tutto questo per arrivare a parlarvi di una mail che è arrivata qualche giorno fa in redazione e che proviene da un redattore (pagato, si presume, così come il suo direttore) di un nuovissimo portale incentrato sulla produzione di informazioni dedicate al mangiare bene. Tante le sezioni, fin troppe. Alcune sono dedicate alle ricette, altre agli articoli di approfondimento, altre ancora ai ristoranti, e poi alberghi e produttori e via dicendo.

L’editore chi è? Il nome ci ricorda qualcosa, e poi vanta la collaborazione di un noto volto della televisione italiana, uno che per caso si è messo a girare il mondo a spese dell’abbonato, e che rivestirà il ruolo di “inviato speciale”. Chiamasi sinergia, no?

Il messaggio di posta elettronica parla del “comune obiettivo” che caratterizza la presenza sul web: il perseguimento della qualità, la tutela e la valorizzazione del territorio, dei suoi prodotti e della buona cucina, nonché la diffusione dei principi nutrizionali per una corretta alimentazione.

Belle parole. Del resto la proposta è poco impegnativa, un semplice scambio di link. Poi però andiamo a vedere la voce “partnership”, accessibile direttamente dal portale, e scopriamo una bella sorpresa. L’editore è una delle più grandi catene – se non la più grande – di fast food, fast banqueting e ristorazione self service del Paese, costituita sotto forma di cooperativa.
Domanda: che c’entrano i buoni pasto, i cibi tenuti in caldo, le catene di pizzerie con i comuni obiettivi di cui si parla nella mail?

Non abbiamo ancora risposto. E difficilmente lo faremo. Non ci piace sanguinare di fronte agli squali.

VotteroGuolo

http://www.ilmangione.it/magazine/articolo.php?id_articolo=1077
24 Jan 08

Oggi Romano Prodi decide di andare al Senato - per chiedere il voto di fiducia (motivato e esplicito) sul suo governo pericolante.
Tra sputi e litigi, è un pomeriggio (piuttosto delirante) di dichiarazioni di voto e interventi programmati. In cui anche Internet ha avuto (sta avendo) un ruolo.

1. Innanzitutto un ruolo di coverage informativo.

Alle 18.00 è annunciata la diretta televisiva dalla Rai, con la replica del Presidente del Consiglio Prodi. Il presidente Marini avverte i senatori di tenere conto della presenza della diretta, “abbiamo l’attenzione della nazione“; e quindi di rispettare i tempi e moderare i termini.
Ma in realtà una parte degli italiani già stava seguendo in diretta i lavori del Senato! Seguendo le molte dirette video disponibili via Web. Diretta peraltro prodotta dalla Web tv del Senato e ripresa da tutti i player giornalistici italiani dotati di strumenti multimediali: dai quotidiani Repubblica.it e Corriere.it, alle all news Rai News 24 e Sky Tg 24, alle (classiche) dirette radio di Radio Radicale.

Difficile fornire dei dati precisi. Ma, durante il pomeriggio, vi sono state reiterate difficoltà ad visualizzare correttamente i siti che offrivano la diretta via Web. Indicatore - rozzo quanto si vuole - che erano in molti a cercare di accedere ai player di streaming per seguire i lavori e gli interventi: lo stesso sito Web del Senato è stato più volte down, così come, per esempio, Radio Radicale.

2. Quindi un ruolo di partecipazione e commento live.

Sulla Rete la singola persona non si è mai solo audience passiva. E sempre più ormai, anche mentre guarda una diretta televisiva più o meno tradizionalmente prodotta e distribuita come in questo caso (in streaming), ha strumenti e luoghi in cui discutere, commentare e scambiare informazioni da molti a molti.
L’audience (anche televisiva), se sta sul Web, ha facoltà di chiacchierare al proprio interno, tra appartenenti alla stessa audience.
Scambiare una battuta con il proprio vicino di Web - come fosse di poltrona (o di sedia di bar).

[Una schermata di Twitter, con commenti alla diretta del Senato]


E strumenti di microblogging come Twitter diventano luogo ideale in cui far convergere questo bisogno di commento “sociale” e condiviso (e di cazzeggio, certo).
Peraltro uno strumento che è molto più fluido e facile da seguire nel suo flusso di aggiornamento dei “classici” luoghi di discussione come forum e chat.
Che rende divertente persino il politichese dei senatori. Quasi quasi, se gli eventi (e gli stili), non fossero tragici ci sarebbe da condividere la battuta di la_mae: “proporrei una crisi di governo a settimana. ogni giovedì sera. come il vero gf“.

http://www.spindoc.it/2008/01/24/in-diretta-dal-senato-tra-web-tv-e-coverage-in-140-battute/
22 Jan 08
Oggi è la MIA canzone :(
20 Jan 08
Grazie a Sonny&meGrazie a Sonny&me

16 Jan 08

Arresti domiciliari a Sandra Mastella, presidente del Consiglio regionale della Campania e moglie del Ministro della Giustizia Clemente Mastella.

Clemente Mastella: “Mi dimetto”.
Sandra Mastella: “Non mi dimetto”.

http://www.gianky.com/blog/index.php?id_messaggio=767
12 Jan 08
Michael Buble & Laura Pausini Duet ‘You’ll Never Find…’
11 Jan 08

Il senso comune si ribellerebbe all’idea. (..).

L’ultima frase è fondamentale. Indipendentemente dal fatto che questo si riferisce ad un caso completamente diverso e che si adatta benissimo per tutti i discorsi su, per esempio, la Net Neutrality, questo esempio è comunque fondamentale: leggi che cambiano in rapporto all’avanzare della società e della tecnologia. I Causby avevano diritti di proprietà fino ai bordi dell’universo, ma sono arrivati gli aerei e le leggi sono state modificate perchè il senso comune si ribellerebbe all’idea. L’interesse privato non poteva superare quello pubblico. E’ un concetto semplice, ma che è stato ribadito in un momento storico in cui dall’altra parte non c’erano grandi interessi economici a contrastare la decisione del giudice Douglas.

http://www.alessandrobaffa.it/2008/01/10/se-il-mondo-cambia-le-leggi-si-devono-adeguare
10 Jan 08
Porque tù siempre existes dondequiera pero existes mejor donde te quiero
http://www.albamarina.it/2008/01/porque-t-siempre-existes-dondequiera.html
09 Jan 08

il Senato lo ha approvato in via definitiva: è quel dispositivo di legge che ribadisce e modifica il divieto di libera pubblicazione di opere su Internet. Una estensione che diverrà effettiva con l’ormai imminente pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Questo il testo:
1-bis. È consentita la libera pubblicazione attraverso la rete internet, a titolo gratuito, di immagini e musiche a bassa risoluzione o degradate, per uso didattico o scientifico e solo nel caso in cui tale utilizzo non sia a scopo di lucro. Con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali, sentiti il Ministro della pubblica istruzione e il Ministro dell’università e della ricerca, previo parere delle Commissioni parlamentari competenti, sono definiti i limiti all’uso didattico o scientifico di cui al presente comma

http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2153091
09 Jan 08
E’ sbagliato, dunque, chiedere ai giudici – che operano solo sul piano repressivo – il risanamento morale e materiale del Sud.
Ne ho discusso con mio padre e mi ha detto che gli è tornata in mente l’immagine di un vecchio film western: in fondo al saloon un omino strimpella con un vecchio pianoforte. Su quest’ultimo troneggia un cartello: “non sparate al pianista, fa quello che può”.
http://mionomeblog.blogspot.com/2008/01/ancora-sullemergenza-rifiuti-ma-davvero.html
07 Jan 08
Quello che vedete al braccio di Johannes Bedrosian (il creatore) e intravedete al mio (cfdp Pausch) è il Coso. Se non sapete che cosa sia, sarete presto tagliati fuori, perché fra poco il mondo si dividerà - in Second Life ma non solo - fra coloro che hanno il Coso e coloro che non ce l’hanno. Stanotte intanto abbiamo già discusso dell’ambivalenza semantica del Coso e dell’eterno ritorno del Coso. Abbiamo deciso che non sarà brevettato, perché il Coso è un sistema aperto, ma che potrà servire per entrare gratis ad alcune feste. 
via rubro signanda lapillo e monick
IO CE L’HO!!!
— clarita

Quello che vedete al braccio di Johannes Bedrosian (il creatore) e intravedete al mio (cfdp Pausch) è il Coso. Se non sapete che cosa sia, sarete presto tagliati fuori, perché fra poco il mondo si dividerà - in Second Life ma non solo - fra coloro che hanno il Coso e coloro che non ce l’hanno. Stanotte intanto abbiamo già discusso dell’ambivalenza semantica del Coso e dell’eterno ritorno del Coso. Abbiamo deciso che non sarà brevettato, perché il Coso è un sistema aperto, ma che potrà servire per entrare gratis ad alcune feste.

via rubro signanda lapillo e monick

IO CE L’HO!!!

clarita